Sua maestà il Bonet

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Il Bonet: un tradizionale budino, fiore all’occhiello della cucina piemontese. Al di fuori del Piemonte molti non lo conoscono nemmeno, ma una volta assaggiata questa prelibatezza, sarà difficile dimenticarsela!

E’ sempre stato un mio chiodo fisso provare a fare il bonet, nonostante pensassi che fosse abbastanza difficile. E invece scopro che non c’è nulla di complicato. Mi viene in aiuto un bell’articolo pubblicato su Sale&Pepe di Novembre 2012, dove viene descritta la ricetta tradizionale di questo dolce al cucchiaio.

Ma prima, un po’ di storia: NOI piemontesi lo pronunciamo “bunet”, con tanto di T finale ben marcata. Questo termine, secondo quanto riportato nel vocabolario di piemontese-italiano di Vittorio Sant’Albino del 1859, sta ad indicare un copricapo dalla forma simile a questo budino, che in origine veniva cotto in uno stampo di rame chiamato appunto “bonet ed cuisin, ossia berretto da cuoco”. Secondo un’altra ipotesi, il dolce è stato chiamato così perchè veniva servito a fine pasto: come si indossa per ultimo il cappello prima di uscire, così si gusta il bonet “a cappello” di tutta la cena. Qualunque sia il vero significato del suo nome, sta di fatto che rimane una delle specialità piemontesi più tipiche, che vanta origini molto antiche, come rivelato da alcuni documenti del XIII secolo.

Oggi Monferrato e Langhe si contendono la paternità del bonet: nel primo solitamente si prepara la formula più antica, che prevedeva uova, latte, zucchero e amaretti; nelle Langhe invece viene aggiunto anche il cioccolato, ingrediente che ha arricchito la ricetta originaria solamente dopo la scoperta dell’America.

Molte sono le varianti ad oggi adottate, ma io mi sono ispirata a quella tradizionale.

INGREDIENTI (per 6 persone):

500 ml di latte

4 uova

120 gr di zucchero

40 gr di cacao in polvere

1 bicchierino di liquore all’amaretto (oppure anche rum scuro)

1 bicchierino di caffè ristretto

50 gr di amaretti

Per il caramello e per decorare: 200 gr di zucchero, qualche amaretto

Mettete in una casseruola (l’ideale sarebbe averne una di rame rivestita d’acciaio) lo zucchero per il caramello, unite 4-5 cucchiai di acqua e ponete sul fuoco. Versatelo poi in uno stampo da budino a pareti lisce (io ho utilizzato uno stampo da plumcake perchè lo volevo di forma rettangolare) della capacità di circa 1.2 lt, rigirando il recipiente di modo che il caramello aderisca sia al fondo che alle pareti dello stampo. Sgusciate le uova in una ciotola, aggiungete lo zucchero e montate con una frusta fino ad ottenere una crema chiara ed liscia. Tritate molto finemente gli amaretti nel mixer, aggiungete il cacao e mescolate bene con un cucchiaio, Unite questo composto all’impasto di uova e zucchero, poco alla volta, mescolando con la frusta; completate con il caffè e il liquore e amalgamate ancora fino ad ottenere una crema omogenea.

Scaldate il latte senza farlo bollire, toglietelo dal fuoco e lasciatelo intiepidire. Quindi aggiungetelo, a filo e sempre mescolando, alla crema preparata. Versate il tutto nello stampo.

In una teglia adatta a contenere lo stampo, versate dell’acqua calda fino a circa 1/3 dell’altezza, immergetevi lo stampo, mettete in forno già caldo a 180° C e cuocete il bonet per 45-50 minuti. Sarà pronto quando la superficie risulterà compatta. In ogni caso, vale sempre la prova dello stuzzicadenti.

Sfornatelo, passate un coltellino tra le pareti dello stampo e il budino e sformate il dolce su un piatto un po’ fondo, cosi che possa contenere anche il caramello sciolto. Decorate con amaretti e servite.

Vino consigliato:

Io sposo la teoria del dolce con dolce: quale miglior abbinamento, oltretutto anche territoriale, di un ottimo Moscato d’Asti docg?

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