Germano reale all’arancia

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Eh sì, prima o poi questo momento doveva arrivare: cucinare la selvaggina. Mia mamma è una super esperta, anzi, diciamo che lo è dovuto diventare per forza, visto che mio papà va a caccia e quindi, ogni anno, si rinnova la necessità di svuotare il freezer! A peggiorare la situazione, si è aggiunto Alessandro, che si è fatto molto facilmente trascinare da mio papà, e perciò dall’anno scorso lo segue.

Quindi, come mia prima esperienza, ho scelto un germano reale, che, per chi non lo sapesse, è un’anatra selvatica. Premetto che a noi piace moltissimo la selvaggina e ne abbiamo assaggiata di tutti i tipi. L’anatra è una delle mie preferite, e a dir la verità, mi sembrava anche poco impegnativa, visto che era la mia prima esperienza.

Non volevo fare la classica ricetta dell’anatra arrosto, e allora mi sono imbattuta nell’anatra all’arancia, ricetta che viene utilizzata anche per le anatre non selvatiche.

Importantissima nella preparazione di qualsiasi tipo di selvaggina è la marinatura: carni più rosse e forti di sapore – come lepre, camoscio, capriolo, cinghiale e cervo – è necessario farle marinare almeno per una notte nel vino rosso, con sedano, carota, cipolla e aromi quali chiodi di garofano, pepe in grani, rosmarino e foglie di alloro. Nel caso dell’anatra, ho scelto – ovviamente su consiglio della mamma – una marinatura in acqua, con l’aggiunta di un bicchiere di vino bianco e un pochino di aceto, sempre bianco. Ho aggiunto 2 foglie di alloro. L’ho lasciata così, a bagno, per una notte, fuori dal frigo (se fosse estate ovviamente meglio nel frigorifero). Un consiglio: buttate sempre via la marinata poi, non utilizzatela per cucinare ma scegliete verdure e vino freschi, perchè quelli in cui ha riposato la carne saranno impregnati di selvatico, che poi è la funzione principale della marinata stessa.

Un’anatra è sufficiente per 2 persone, massimo 3, insieme ad un contorno è un piatto completo. Se prevedete anche un primo piatto, allora può bastare anche per 4.

INGREDIENTI:

  • 1 germano reale, spennato, eviscerato, fiammeggiato (il mio pesava ca. 700 gr)
  • 1 arancia
  • 1 cucchiaio di farina
  • 1 carota
  • 2 cucchiai di olio di oliva
  • sale e pepe q.b.
  • 1/2 bicchiere di vino bianco per sfumare
  • alloro
  • rosmarino
  • 1/2 lt di acqua

Per la marinatura:

  • acqua a temperatura ambiente q.b.
  • 1 bicchiere di vino bianco
  • 1/2 bicchiere di aceto bianco
  • 2 foglie di allora

PROCEDIMENTO:

La sera prima preparare la marinata mettendo in un recipiente ampio tutti gli ingredienti indicati, immergervi l’anatra che avrete precedentemente lavato e ben asciugato (eliminando nel caso ci fossero residui di penne), coprire con un canovaccio pulito e lasciar riposare fuori dal frigo ma al fresco per tutta la notte.

Il giorno seguente, scolare l’anatra dalla marinata, sciacquarla per bene e lavarla bene anche all’interno, passando per bene le dita sul costato per eliminare qualsiasi residuo di sangue. Asciugarla con carta da cucina.

In una casseruola far fondere un pezzetto di burro con un filo d’olio, le foglie di alloro e il rosmarino, far scaldare per bene e adagiarvi l’anatra, rosolandola bene da tutte le parti, finchè la pelle risulti ben dorata. Togliere il germano dalla pentola ed aggiungere un cucchiaio di farina al fondo di cottura, amalgamando bene. Lasciar imbiondire a fuoco dolce dopodichè spegnete il fuoco ed aggiungere 1/2 lt di acqua tiepida, mescolando per bene il tutto.

Rimettete il germano in casseruola, aggiungete 1/4 di buccia di arancia grattugiata e la carota tritata, mescolate bene. Salate e pepate. Rimettete sul fuoco e fate sobbollire coperto a fuoco lento per circa 1 ora e mezza.

Provate la cottura del volatile pungendolo con uno stecchino: il petto e le cosce devono risultare belle morbide.

Tagliate l’anatra a pezzetti, rimettetela in casseruola, passatela per qualche minuto ancora sul fuoco affinchè si insaporisca bene nella salsa di cottura e poi servite subito, ben calda.

Io l’ho accompagnata con del cavolo verza stufato in padella.

Abbinamento: Gattinara docg “Tre Vigne” 2006 – Giancarlo Travaglini, Gattinara (VC). Nebbiolo 100%, storica azienda produttrice di nebbioli dell’alto Piemonte, ottenuto con uve coltivate sulla riva vercellese del fiume Sesia. Il vino affina per 30 mesi in botti di rovere di Slavonia, viene prodotto solamente nelle migliori annate. Al naso sono evidenti i tipici profumi delle uve nebbiolo, che ricordano la viola e i frutti rossi maturi. In bocca è sapido e ben strutturato, caldo e con una tannicità ancora riconoscibile.

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