Baci di amaretto e cocco

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Ho assaggiato per la prima volta questa delizia ad una festa di compleanno di un nostro caro amico. Avete presente quando si dice “Sono come le ciliegie. Uno tira l’altro”? Mai definizione fu più azzeccata!

Se iniziate ad assaggiarli, beh…fatevi togliere immediatamente il piatto da sotto il naso altrimenti rischierete di mangiarvene una dozzina senza nemmeno accorgervene! E anche in corso di preparazione, sarà molto difficile resistere 🙂

Sono dolcetti molto semplici da realizzare, che possono risolvervi un invito all’improvviso: cosa porto? Un dolce? Un vino? Troppo tempo nel primo caso (e molto spesso noi non ne abbiamo) e – a volte – troppi soldi nella seconda opzione, oppure difficoltà nella scelta.

Grazie ad Ale e Dany.

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COSA VI OCCORRE (per circa 35/40 baci):

  • 1 confezione di amaretti (ve ne serviranno 70/80)
  • 1 confezione da 250 gr di mascarpone
  • cocco grattugiato
  • caffè espresso (1 caffettiera da 3 tazze)
  • rum o altro liquore a piacere

COME DOVETE PROCEDERE:

Iniziate preparando il caffè espresso e lasciatelo intiepidire versandolo in una fondina.

Lavorate il mascarpone con un paio di cucchiai di rum (o altro liquore a vostro piacimento). Se necessario e se vi piace potete anche aggiungere un cucchiaio di zucchero: io ho lasciato la crema non dolcificata, in quanto mi piaceva il contrasto con l’amaretto, che già di suo è molto dolce. In alternativa al rum potete allungare il mascarpone con l’essenza di fiori d’arancio, eliminando così la parte alcolica della ricetta.

Bagnate ogni amaretto nel caffè, disponetevi un cucchiaino di crema al mascarpone e completate con un altro amaretto. Fate rotolare il bacio nel cocco grattugiato e disponetelo in un pirottino di carta. E’ importante bagnare gli amaretti da entrambe le parti, così che la farina di cocco possa attaccare per bene.

Il gioco è fatto. Ora potete sbizzarrirvi sostituendo la farina di cocco con della granella di nocciole o pistacchi, con delle codette colorate per la gioia dei vostri bimbi, con del cacao o della cannella…insomma buon divertimento!

P.S. Ditemi alla fine quanti ve ne siete mangiati 😉

 

Frollini alla lavanda

I love lavanda. Questo è il mio motto. Altrimenti non si spiegherebbe il nome che ho dato al mio blog…e dire che fino a qualche anno fa mi dava fastidio solo sentirne l’odore. Ma come per tutte le cose..un conto è sentire gli odori artificiali che vengono messi nei saponi, nei profumatori di armadi, nel bagnoschiuma, un conto è annusare l’aria della Provenza a fine giugno con la lavanda in fiore.

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Le percezioni cambiano completamente. Io e Alessandro siamo stati in Provenza a fine giugno 2012, per un weekend. L’idea principale era quella di andare a visitare qualche cantina produttrice di Chateauneuf-du-Pape, ma poi, avendo scoperto che era il periodo adatto per la lavanda…ne abbiamo approfittato. Abbiamo trovato una chambre d’hotes nel Luberon (Mas de la Garance, è semplicemente meraviglioso!) e da lì abbiamo girato un po’. L’aria era profumatissima, le cicale cantavano di giorno e di sera, 35 piacevolissimi gradi e un sole cocente. Baguette, croissant al burro che più burro non si può, confetture fatte in casa, mercati provenzali da trattenere il portafoglio, ristorantini carinissimi, paesaggi d’altri tempi, vini eccezionali. Questa è la Provence.

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E da qui è stato amore a prima vista, anzi a primo olfatto. Ho mangiato la crema catalana più buona della mia vita, che appunto era aromatizzata alla lavanda, e che presto vi proporrò. Come tante altre ricette, per creare un menù tutto viola.

Ora inizio a proporvi questi semplicissimi frollini, da abbinarsi al té oppure, come nel mio caso, a un buon passito, fresco da frigo. E sentirete che profumo in cucina! Io ho utilizzato della lavanda essiccata, acquistata all’Artigiano in Fiera a Milano. Ma trovate i fiori secchi di lavanda in tutte le erboristerie, oppure potete anche farli seccare da voi. Potete anche usare i fiori frechi, che daranno un aroma ancor più deciso.

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INGREDIENTI ( per circa 25/30 biscotti)

  • 300 gr di farina 00
  • 100 gr di burro
  • 1 uovo
  • 80 gr di zucchero
  • una cucchiaio e mezzo di fiori di lavanda essiccati
  • 1 cucchiaino di lievito per dolci
  • un pizzico di sale
  • latte all’occorrenza
  • zucchero di canna per decorare (facoltativo)

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PROCEDIMENTO

Miscelare farina, zucchero, lievito e sale. Fare la fontana e nel centro aggiungere l’uovo e il burro spezzettato (tiratelo fuori dal frigo un attimo prima, di modo che si ammorbidisca un po’). Aggiungete i fiori di lavanda.

Impastare abbastanza velocemente e se occorre, aggiungere un goccio di latte per ammorbidire la frolla. Formare una palla, avvolgerla nella pellicola e lasciare riposare in frigo per una mezz’ora.

Trascorso il tempo di riposo, stendere la pasta con il mattarello in una sfoglia non troppo sottile. Ritagliare dei biscotti con la rotella a zig zag (o se preferite con le formine), spolverare a piacere con dello zucchero di canna e infornare a 180° C per 15/20 minuti circa.

Bon appétit!

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Croissant sfogliati all’italiana

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La sfoglia, questa sconosciuta!! Eh sì, fino a ieri dicevo così, ma ora dopo una lunghissima e laboriosa giornata in mezzo a burro, farina, mattarello e “giri”, posso dire: SI’ FINALMENTE CE L’HO FATTA! Ho prodotto i miei primi croissant fatti in casa, proprio come quelli del bar. Ci avevo già provato una volta, ma sicuramente non era la ricetta giusta, e sicuramente avevo preso il tutto un po’ troppo alla leggera, mentre con la sfoglia bisogna andarci cauti e calcolare alla perfezione tempi e temperature di lievitazione.

Ho iniziato a cercare un po’ di consigli su internet, finché mi sono imbattuta nel blog di La Greg, che seguo e che è bravissima con i lievitati da pasta madre. Non avendo il lievito madre ed essendo troppo impaziente per produrlo o per cercarlo da qualcuno, ho provato a fare la versione della sua ricetta utilizzando però il classico lievito di birra. Ho chiesto consiglio a lei, che mi ha rimandato su un altro blog, molto seguito e molto apprezzato proprio per le paste lievitate. Ed è qui che ho trovato dosi e procedimento per realizzare i miei croissant. Il blog è Anice e Cannella e la ricetta da me seguita, completa di tutte le fotografie per capire alla perfezione come fare i “giri” di sfoglia, la trovate qui.

Prima di iniziare qualche consiglio: se volete realizzare questa ricetta, mettete in conto che vi ci vorrà tutta la giornata. Io ho iniziato l’impasto la mattina alle 10.30 e ho sfornato i croissant alla sera alle 22.00. In realtà avrei potuto finire per le 21.00 ma siccome all’ultimo giro ho steso la pasta nel senso sbagliato, gli ho fatto fare un altro giro, che tanto male non fa, e perciò si è aggiunta quasi un’oretta in più.

Croissant all’italiana e croissant francesi: la differenza principale tra i due è che in quelli all’italiana è previsto anche un uovo nell’impasto,a differenza di quelli francesi, nel quale l’uovo non c’è, ma viene utilizzato solamente per spennellare le brioches prima di infornarle. La mia prossima produzione sarà proprio di quelli francesi.

Preparatevi ad avere la cucina, e non solo la cucina, invasa da un meraviglioso profumo di burro e di vaniglia, di scorza di limone e di zucchero bruciacchiato. E riscaldato il giorno dopo sono ancora più buoni!!

Accortezza: impostate il frigo ad una temperatura compresa tra i 4 e i 6°C, è molto importante. La pasta dovrà lievitare ad una temperatura di almeno 20°C. E’ importante anche il tipo di burro che sceglierete: io ho usato un burro qualsiasi che avevo già in casa, il risultato è stato buono ma il burro si sente molto. La prossima volta proverò a farli seguendo i consigli di Anice e Cannella, che dice di preferire un burro bavarese.

INGREDIENTI (ne ricaverete circa 15/18 croissant, dipende da quanto li fate grossi):

  • 275 gr di farina manitoba
  • 275 gr di farina 00
  • 15 gr di lievito di birra fresco
  • 10 gr di sale
  • 90 gr di zucchero
  • 1 tuorlo
  • 170 gr di acqua
  • 125 gr di latte
  • 30 gr di burro
  • i semi di una bacca di vaniglia Bourbon
  • la scorza grattugiata di un limone (o se preferite arancia)

E poi:

  • 290 gr di burro per i “giri”
  • 1 uovo per spennellare
  • zucchero bianco o di canna per spolverizzare

PROCEDIMENTO:

Preparare un poolish (chiamato anche lievitino, è un impasto liquido di acqua, farina e lievito) con 170 gr di acqua a temperatura ambiente dove si sarà fatto sciogliere il lievito e 150 gr di farina presa dal totale. Miscelate quindi prima insieme le farine e prelevatene poi i 150 gr dall’insieme. Amalgamare bene il tutto, eliminate tutti i grumi e fate riposare coperto con della pellicola per 1 ora. Mettetelo in un locale abbastanza caldo.

A questo punto la ricetta prevedeva di impastare con la planetaria, ma io ho proseguito a mano. Primo perchè la planetaria non ce l’ho e secondo perchè…vuoi mettere la soddisfazione di ottenere un buon risultato solo ed esclusivamente con l’aiuto delle tue mani???

Trascorsa l’ora di lievitazione, aggiungere al poolish 3 cucchiai di farina ed amalgamarli bene con un cucchiaio di legno. Aggiungere il tuorlo e far assorbire per bene. Unire metà dello zucchero ed incorporare. Aggiungere poi altri 3/4 cucchiai di farina ed amalgamare nuovamente. Quando non riuscirete più a mescolare il tutto con il cucchiaio continuate a mano, “stropicciando” l’impasto. Infine unite l’altra metà dello zucchero e impastare bene, trasferendo il tutto sul piano di lavoro.

Continuare con latte e farina, fino ad esaurimento. Unite il latte poco alla volta e fatelo assorbire bene. Aggiungere poi il sale ed impastare bene finchè l’impasto risulterà liscio ed elastico. Raschiare la bacca di vaniglia e grattugiare la buccia di limone, unendo gli aromi all’impasto. Amalgamare nuovamente per bene il tutto. Calcolate di impastare per almeno 20/25 minuti circa.

Mettere l’impasto in una ciotola e mettere in frigo a lievitare per 1 ora, coperto dalla pellicola.

10 minuti prima di tirar fuori l’impasto, prendere il burro, metterlo tra due fogli di carta forno e aiutandosi col mattarello, batterlo e spianarlo, fino a creare un rettangolo di 26×20 cm. E’ molto importante che in questa fase di lavorazione il burro mantenga una consistenza gommosa, come il pongo.

Tirar fuori la pasta e stenderla con un mattarello in un rettangolo di 38×22 cm.

Ora procediamo con i “giri”: (immagine di Anice e Cannella)

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  1. prendere il burro e posizionarlo sul rettangolo di pasta, facendo in modo che occupi i 2/3 inferiori di questo, lasciando 1 cm circa libero da tutti i lati;
  2. piegare sul burro la parte superiore dell’impasto;
  3. sovrapporre ora su questa la parte di impasto coperta dal burro. Mettere in frigo il panetto per 10 minuti. Tirarlo fuori dal frigo e posizionarlo davanti a voi, avendo cura che la parte aperta sia alla vostra destra.
  4. picchiettare ora col mattarello il panetto in modo da distribuire il burro in modo uniforme e, al tempo stesso, stenderlo in un rettangolo che abbia il lato corto davanti a voi, ad uno spessore di circa 7/8 mm.
  5. piegare verso il centro prima il lembo inferiore della sfoglia
  6. poi quello superiore
  7. girare il panetto di 90° sempre con il lato aperto alla vostra destra. Coprirlo con pellicola e metterlo su un vassoio in frigo per 40 minuti.
  8. abbiamo fatto la 1° piega

Tirar fuori dal frigo e fare altre 2 pieghe seguendo i passaggi dal 4 al 7.

Alla 3° e ultima piega porre ancora in frigo per 40 minuti.

Procediamo con il formare i croissant: (immagine di Anice e Cannella)

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  1. tirar fuori il pacchetto dal frigo e stenderlo in un rettangolo lungo e stretto, alto ca. 7 mm. Questa volta fate attenzione e lavoratelo solo nel senso della lunghezza (è qui che io ho sbagliato e ho deciso per fargli fare un altro giro). In pratica non dovete girare il pacchetto quando lo tirate fuori dal frigo ma stenderlo col mattarello per il lungo, così come lo tirate fuori. Il lato lungo del rettangolo che otterrete dovrà essere di fronte a voi.
  2. Tagliate dei triangoli isosceli che abbiano una base di 9 cm e un’altezza di circa 15
  3. Praticate un taglio di circa 1.5 cm alla base del triangolo, al centro
  4. formate i croissant tirando leggermente e delicatamente con le mani, più lungo è il triangolo, più giri riuscirete a fare e più bello sarà il croissant. Avvolgete abbastanza stretto alla base, allargando il taglio man mano.
  5. Fate ben attenzione a fare in modo che la punta rimanga sotto il cornetto, altrimenti si alzerà in lievitazione e il croissant si aprirà.
  6. Curvate leggermente le punte del croissant verso di voi.

A questo punto possiamo procedere alla cottura o al congelamento:

  • COTTURA: posizionate i croissant su una placca coperta da carta forno, copriteli con la pellicola ed aspettare che raddoppino di volume. Nel mio caso ci sono volute ca. 3 ore, a 20°C. Spennellarli con l’uovo sbattuto, spolverizzare di zucchero ed infornare a 220°C per 5 minuti e poi proseguire per altri 9-10 minuti a 190°C, finché saranno di un bel dorato scuro.
  • CONGELAMENTO: disporli su un vassoio, metterli in freezer e, non appena congelati, trasferirli il un sacchetto per alimento. Quando si vorranno cuocere, basterà tirarli fuori 6 ore prima e poi proseguire come sopra per la cottura.

Cospargerli di zucchero a velo e assaporateli in tutta la loro bontà! Volendo, prima di arrotolare il croissant, potete anche farcirli con marmellata, crema o cioccolato.

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Confettura di mele renette, uva sultanina, pinoli e rum

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Ed eccoci alla seconda preparazione “in vaso” prodotta per i miei regali di Natale. E’ una fantastica confettura che ricorda lo strudel per i suoi ingredienti e che quindi potrete usare per farcire crostate o anche per realizzare delle sfogliatine che vi facciano tornare in mente il profumo del dolce più famoso del Trentino.

Per la sterilizzazione dei vasetti vale quanto descritto nel post dedicato alla marmellata di arance e anche in questo caso, con 1 kg di mele renette ho ottenuto circa 5 vasetti da 0.15.

INGREDIENTI:

  • 1 kg di mele renette pulite e sbucciate
  • 170 gr di zucchero
  • 60 gr di uvetta
  • 40 gr di pinoli
  • 2 cucchiaini di cannella
  • 1 bicchierino di rum scuro
  • il succo di 1 limone

PROCEDIMENTO:

Pulite e sbucciate le mele, dopodichè riducetele a tocchetti e mettetele nel boccale del bimby insieme a zucchero, cannella e al succo del limone. Cuocete per 40 min. 100°C vel. 1. Nel frattempo mettete l’uvetta ad ammollare nel rum.

Trascorso questo tempo, frullate il tutto: 7 sec. vel. 2/3.

Togliete l’uvetta dal rum e strizzatela. Aggiungete il rum nel boccale e cuocete: 8 min. temp. Varoma. Aggiungete l’uvetta e i pinoli, 2 min. temp. Varoma.

Invasate ancora bollente in vasetti sterilizzati e ben asciutti, capovolgete fino a completo raffreddamento per far sì che si crei il sottovuoto.

Anche in questo caso, come per la marmellata di arance, ovviamente non è indispensabile l’utilizzo del bimby. Se volete cuocerla in pentola basterà seguire lo stesso procedimento e quindi cuocere prima le mele a pezzi insieme allo zucchero, alla cannella e al succo di limone. A circa metà cottura aggiungerete l’uvetta, i pinoli e il rum. Fate sempre la prova del piattino per provare la consitsenza della confettura prima di toglierla dal fuoco. Se volete una confettura fine passate le mele con il frullatore a immersione quando si saranno ammorbidite e comunque prima di aggiungere uvetta, pinoli e rum; altrimenti, se volete che si sentano i pezzetti di frutta, non fate questa operazione.

Buona merenda 🙂

Marmellata amara di arance novellino e scorzette

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Sempre nell’ottica dei miei regali natalizi gastronomici, insieme ai biscotti speziati svedesi, quest’anno ho pensato di produrre confetture e marmellate. Per l’esattezza, marmellata di arance e scorzette e confettura di mele renette, pinoli, uvetta e rum, una sorta di confettura “strudel”.

Per entrambe le preparazioni, ho usato il bimby, visto che dovevo produrne un po’. Non ho aggiunto pectina, quindi le marmellate sono 100% naturali e sono state conservate in vasetti sterilizzati. Con un kg di arance ho ottenuto circa 5/6 vasetti da 0.15.

Prima di tutto: la sterilizzazione dei vasetti.

Mettete i vasetti aperti in una pentola capiente e copriteli d’acqua fredda. Posizionate uno strofinaccio tra i vasetti stessi, per far si che non sbattano l’uno contro l’altro durante la bollitura. Accendete il fuoco e calcolate una mezz’ora da quando l’acqua inizia a bollire. 10 minuti prima dello scadere del tempo, mettete in pentola anche le capsule. Trascorsa la mezz’ora, togliere vasetti e capsule dall’acqua bollente con l’aiuto di una pinza e far asciugare il tutto su un canovaccio pulito. Quando i vasetti saranno ben asciutti saranno pronti per essere riempiti.

Veniamo ora alla preparazione della marmellata. N.b. Vi ricordo che il termine marmellata viene utilizzato solamente per le composte realizzate con agrumi, mentre per tutte le altre si utilizza la parola “confettura”.

INGREDIENTI:

  • 1 kg di arance novellino al naturale (hanno la buccia molto spessa e perciò sono ideali se volete aggiungere anche le scorzette alla vostra marmellata). Il peso si riferisce alla frutta pulita e pelata a vivo.
  • 2 limoni
  • 2 carote
  • 600 gr di zucchero (io volevo che fosse abbastanza amara)

PROCEDIMENTO:

Pelare a vivo le arance e i limoni e tagliarli a pezzettoni, tenendo da parte 60 gr di scorza mista, facendo attenzione a non prelevare anche la parte bianca della buccia che risulterebbe troppo amara. Potete fare quest’operazione anche con un pelapatate.

Tritare la scorza e le carote: 5 sec. vel. 7.

Aggiungere la frutta a pezzettoni, frullare: 30 sec. vel 5.

Unire lo zucchero, cuocere: 40/50 min. 100°C vel. 2

Versare nei vasetti di vetro sterilizzati, chiudere ermeticamente e capovolgere subito a testa in giù fino a completo raffreddamento.

Se non avete il bimby o se volete produrre questa marmellata in pentola, grattugiate le carote e tagliate le scorzette di limone e di arancia a listarelle sottili. Mettere la pentola sul fuoco e aggiungere la frutta a pezzettoni, lo zucchero e le carote e le scorzette tagliuzzate. Cuocete a fiamma dolce fino a che il composto risulterà abbastanza solido. Se desiderate avete una marmellata più fine, potete frullare il tutto con il frullatore a immersione. Invasate a caldo e capovolgete i vasetti fino a completo raffreddamento.

Pepparkakor – Biscotti Svedesi Speziati, Ricetta Originale

Lo so lo so, avete ragione, è da Santa Lucia che manco sul blog. Ma credetemi, tra il lavoro, la preparazione dei regali di Natale e tutto il resto, sono stata davvero troppo impegnata e non ho avuto tempo per pubblicare nuovi post! C’è di buono che tra una domenica e l’altra ho avuto modo e occasione di cucinare tantissime ricette, che quindi ora man mano condividerò con voi.

Vi avevo già detto tempo fa che quest’anno avrei regalato solamente prodotti fatti da me, che ricordassero un po’ lo spirito natalizio casalingo, che evocassero quelle atmosfere calde, che ritroviamo in casa proprio durante le festività natalizie, quando ci si ritrova con amici e parenti. Non potevo postare prima queste ricette, altrimenti i miei regali sarebbero stati svelati e addio sorpresa! Ma ora che sicuramente tutte le mie amiche li avranno scartati e forse anche assaggiati…ora si che posso.

Avete presente i biscotti che trovate al negozio svedese dopo le casse dell’Ikea? Quelli che vendono nelle scatole di latta, fatti a fiorellino, profumatissimi, croccantissimi e che fanno tanto Natale ma che io mi mangerei 365 giorni all’anno? Bene: ho trovato la ricetta originale e non ho potuto resistere! In Svezia, è tradizione mangiarli proprio per Natale. Ho trovato la ricetta su Bolli Bolli Pentolino, che l’ha adattata a modo suo rispetto a quella trovata su un sito svedese. L’ho fatta quindi mia e ho iniziato la mia produzione: 300 e più biscotti in due tornate!! Morale della favola: quelli che non ho regalato, sono durati ben poco a casa. L’impasto è facilissimo da preparare e sono velocissimi da cuocere. Volendo, potete anche farci un forellino con lo stuzzicadenti prima di cuocerli e potrete così appenderli all’albero di Natale: sono un ottimo deodorante d’ambiente!!

INGREDIENTI (per ca. 150 biscotti):

  • 500 gr di farina
  • 160 gr di burro
  • 120 gr di miele (io ho usato quello di castagno che è un po’ più amarognolo)
  • 140 gr di zucchero di canna scuro
  • 180 ml di acqua
  • 2 cucchiai di cannella in polvere
  • 2 cucchiai di zenzero in polvere
  • 2 cucchiaini di cardamomo in polvere
  • 1 cucchiaino di chiodi di garofano in polvere
  • 1 cucchiaino di noce moscata in polvere
  • 2 cucchiaini di bicarbonato di sodio
  • 1 pizzico di sale

PROCEDIMENTO:

Versare in un pentolino l’acqua, lo zucchero, il miele e le spezie. Portare a ebollizione. Spegnere il fuoco e aggiungere il burro tagliato a pezzetti. Mescolare finchè si scioglie bene.

In una ciotola miscelare la farina setacciata con il bicarbonato e poi aggiungere il composto liquido versandolo a filo. Amalgamare bene con un cucchiaio di legno cercando di non formare grumi.

Coprire la ciotola con la pellicola e lasciar riposare in frigorifero almeno una notte.

Il giorno dopo, accendere il forno a 180° C. Prelevare l’impasto dalla ciotola, lavorarlo qualche minuto con le mani perchè si ammorbidisca e poi stenderlo con il mattarello in una sfoglia sottile, di circa 2/3 mm. Più lo stenderete sottile più i biscotti risulteranno croccanti. Usate le formine che più vi piacciono, le classiche sono a forma di fiorellino ma visto che siamo sotto Natale io ho usato alberelli, fiocchi di neve, cavalli a dondolo, stelline, campanelle….

Mettete i biscotti sulla placca del forno ricoperta dall’apposita carta e infornate per 3 minuti, finchè vedrete che risulteranno dorati. La vostra cucina verrà letteralmente inondata di un profumo irresistibile di spezie! Fateli raffreddare su una gratella e poi conservateli in una scatola di latta. Si conservano anche fino a 2 mesi. Io non ce l’ho fatta a farli durare così tanto 🙂 BUON NATALE!!

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Muffin ai cachi, vaniglia Bourbon del Madagascar e semi di papavero

Io adoro i cachi. Dolcissimi, zuccherosi, fanno subito autunno. Ne abbiamo un grosso albero su in giardino e ogni anno finiamo sempre per mangiarli solamente alla classica maniera, e cioè a fine pasto, scavandoli col cucchiaino. Ma diciamocela tutta…dopo un po’ che li mangi così, ufff, ti escono dalle orecchie! Perciò ero alla ricerca di qualche dolce da farsi coi cachi. Anni fa ho provato a fare la confettura, con risultati non del tutto soddisfacenti, perchè si sentiva sempre quel retrogusto “allappante” che è tipico di questi frutti anche quando sono sovramaturi. Perciò idea bocciata. E cosa ci faccio? Ho letto di mousse di cachi, sorbetto di cachi, crostata di cachi, coppette di cachi…e poi mi son detta: “Perchè non farci dei muffin?” Magari aggiungendoci la fantastica vaniglia Bourbon che mia sorella mi ha portato a casa quest’estate dal Madagascar..e qualche seme di papavero, così giusto per decorazione.

Ma da dove arrivano i cachi? E’ un albero da frutto originario dell’Asia Orientale, conosciuto in Cina da più di 2000 anni. E’ detto anche Albero delle 7 virtù: vive a lungo; dà una grande ombra; dà agli uccelli la possibilità di nidificare fra i suoi rami; non è attaccabile da parte dei parassiti; le sue foglie giallo-rosse in autunno sono decorative fino ai geli; il legno dà un bel fuoco; e la settima virtù consiste della ricchezza in sostanze concimanti il terreno per la caduta dell’abbondante fogliame.

E’ anche chiamato l’albero della pace: è il simbolo della mutevolezza e del perpetuarsi della vita. Nel devastante bombardamento di Nagasaki del 1945, sopravvissero soltanto alcuni alberi di questo frutto e da qui fu chiamato appunto l’albero della pace.

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Due parole ora sulla vaniglia Bourbon: è la varietà più pregiata di vaniglia, coltivata solamente in Madagascar e nell’isola di Réunion. La vaniglia Bourbon ha un tasso di vanillina compreso tra 1,6 e 2,4% ed è il più alto in natura. A voi l’immaginazione del profumo che il mazzetto di baccelli provenienti direttamente dal Madagascar ha lasciato ancora oggi nella mia cucina….

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Ma ora passiamo ai fatti. Ecco la ricetta.

INGREDIENTI:

  • 350 gr di farina
  • 200 gr di zucchero
  • 3 uova
  • 2 cachi maturi
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 1 baccello di vaniglia Bourbon
  • 2 cucchiai di semi di papavero
  • mezzo bicchiere di latte
  • mezzo bicchiere di olio di semi

PROCEDIMENTO:

Tagliare a metà i cachi e svuotarli con un cucchiaino. Amalgamare la polpa in una terrina con l’aiuto di una frusta. Aggiungere le uova, il latte a temperatura ambiente, l’olio di semi e mescolare per bene il tutto.

Setacciare la farina e aggiungerla poco a poco all’impasto liquido, sempre mescolando. Aggiungere poi anche lo zucchero, sempre amalgamando per bene. Infine unire il lievito, i semi di papavero e i semi estratti dal baccello di vaniglia (si incide il baccello per tutta la sua lunghezza e con la punta del coltello si gratta via la polpa interna).

Riempire per 2/3 degli stampini da muffin. Io ho usato quelli in silicone e ne ho riempiti circa una ventina. Volendo potete utilizzare anche quelli in alluminio ma certamente usando quelli in silicone vi verrà più facile poi sformarli. Posizionare i pirottini sulla teglia del forno e cuocere per 30/40 minuti circa a 180° C. Fate sempre la prova dello stuzzicadenti prima di sfornarli.

A ricetta fatta, volendo a mio avviso si potrebbero utilizzare anche 3 cachi, per rendere il loro sapore più riconoscibile.

P.S. Le foto di questo articolo le ho fatte io..sto imparando no??

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